Space Animals è il secondo album di KYLE (il terzo se siconsidera il primo EP), previsto in uscita il 14 dicembre 2013 su OverdriveRecords, a due anni di distanza dal suo predecessore This is Water.
Qualcosa in questi due anni è decisamente cambiato, e se il songwriting ed iltimone sono sempre in mano a Michele Alessi (già Captain Quentin, Maisie,Distape), adesso la struttura sonora delle 10 tracce che compongono questonuovo album, fa intuire che dietro c’è il lavoro di una band vera e propria.
Il risultato infatti è una materia sonora più ritmica, più variegata e piùesotica rispetto al passato, nella quale le chitarre acustiche, indiscusseprime donne del suono KYLE, lasciano molto spesso il posto alle corde diukulele e mandolino, la farfisa si alterna al wurlitzer e al rhodes, e dove leforme percussive minimali delle precedenti produzioni sono sfociate in struttureritmiche contrabbasso/batteria di tutto rispetto.
Sono cose che succedono. Soprattutto se i musicisti che avevano sposato lacausa qualche anno fa, decidendo di dare una mano a Michele nel portare in giroil progetto dal vivo (Yandro Estrada, Aldo D’Orrico, Ignazio Nisticò e FedericoMari), sono poi entrati in pianta stabile nella formazione sporcandosi le maniin prima persona nella fase di arrangiamento del disco. Ai graditi ospiti inveceil classico compito di aggiungere nuove timbriche: sax, flauti, vibrafono,steel guitar, banjo, toypiano e via dicendo.
In Space Animals si canta di costellazioni, di vuoti spaziali e interiori, di ricette difficili e di scelte facili. Maanche di stagioni che iniziano e cose che finiscono (e viceversa), di partenzee di identità, di gravità e di stelle da rimuovere, di chi ha perso la testa, dinuvole che abbattono gli alberi, di birra e di tante altre cose.
Si canta insomma di “Space” nelle sua accezione più alta, delle sue vastità edelle sue distanze da misurare in anni luce, ma si canta anche di “Animals” nelsenso di materia a misura d’uomo, spicciola e bassa, ovvero, per farla breve, dell’essereumano (animale) in tutta la sua affascinante normalità.
La realizzazione tecnica di Space Animals è stata in partecurata dallo stesso Michele per quanto riguarda le riprese e l’editing. Il missaggioè opera di Carlo Barbagallo, mente il lavoro di mastering è stato affidato alNew Mastering Studio di Milano. Il disco è prodotto da KYLE e da OverdriveRecords, con la produzione aggiunta di Lamorfalab.
Come consuetudine, Overdrive Records pubblicherà il disco ununico formato comprendente vinile 12”, cd e coupon per scaricare l’album informato digitale. Il lavoro grafico e diimmagine è, anche questa volta, affidato al Tycho Creative Studio mentre ladistribuzione nazionale, digitale e non, sarà a cura di Audioglobe.